La Regione e le ASL competenti per il territorio, sono responsabili della Valutazione e della Gestione locale del rischio sanitario. La programmazione, la pianificazione e la valutazione degli interventi di controllo dei potenziali vettori vanno disposti e adattati localmente dal Dipartimento di Prevenzione della ASL.”

(All. 4) L’Amministrazione pubblica dovrà avvalersi di Imprese di Disinfestazione che siano certificate UNI EN 16636 

 

Il Ministero della Salute ha emanato la circolare Piano nazionale integrato di sorveglianza e risposta ai virus West Nile e Usutu – 2019, per richiamare l’applicazione di tutte le misure di prevenzione, sorveglianza e controllo dell’infezione da Virus West Nile (WNV) su tutto il territorio nazionale.

Tenuto conto dell’ingente Circolazione virale verificatasi nel 2018, si richiamano le Autorità competenti ad attivarsi il più precocemente possibile per effettuare tutti gli interventi preventivi indicati nel Piano, con particolare riferimento all’allegato 4 (trattamenti larvicidi ed adulticidi) e alle misure di corretta gestione del territorio e risanamento ambientale.

La Comunicazione del Rischio, la Formazione, l’Informazione e l’Educazione alla salute rivestono quindi un ruolo determinante per ottenere la collaborazione della popolazione.

Gli Interventi Preventivi di contrasto ai vettori si devono fondare su un approccio integrato (Integrated Mosquito Management) che prevede la ricerca e rimozione dei focolai di sviluppo delle larve, la bonifica ambientale e l’impiego di prodotti larvicidi nei focolai che non possono essere rimossi o bonificati.

I focolai ambientali più comuni possono essere di vario tipo, ad esempio: acquitrini, canalizzazioni a cielo aperto, bacini perenni e per l’approvvigionamento idrico degli orti urbani, risaie, cisterne, depuratori, vasche e fontane ornamentali soprattutto laddove le acque sono ferme e contengono detriti vegetali (che forniscono nutrimento e riparo alle forme larvali), tombini e pozzetti stradali che raccolgono le acque di superficie, grondaie con pendenze non corrette, cantine allagate, ed anche piccole raccolte di acqua temporanee, come ad esempio in barattoli vuoti, sottovasi e contenitori senza coperchio.

Come viene trasmesso il Virus

 Il Virus West Nile (WNV) viene trasmesso dalle Zanzare, che vivono sia in ambiente rurale che in ambiente urbano, hanno abitudini spiccatamente crepuscolari e soggiornano nelle ore diurne in zone riparate e fresche, rifuggendo l’insolazione diretta.

Quest’anno nel Piano, elaborato in collaborazione col Tavolo Tecnico Intersettoriale sulle malattie trasmesse da vettori, sono stati introdotti importanti aggiornamenti relativi alle attività di prevenzione, alla classificazione delle aree a rischio sulla base delle evidenze epidemiologiche, ecologiche ed ambientali, alle misure di controllo e l’inserimento di procedure operative per la cattura di zanzare e la gestione del campione.

 

Virus West NileMalattie infettive e vaccinazioni

 È una malattia virale che può causare forme neurologiche gravi e anche mortali: generalmente è trasmessa alle persone e agli animali attraverso la puntura di zanzare infette del genere Culex.

Italia : Aree a rischio di trasmissione

A tal fine si sono individuate 3 tipologie di aree geografiche distinte in base al rischio, quelle attenzionate sono le Aree ad alto rischio (AR) ed Aree ad Basso rischio (BR) di trasmissione.

 Ai fini del presente piano per aree AR s’intende il territorio (Provincia) dove WNV sta circolando o ha circolato in almeno uno dei 5 anni precedenti la pubblicazione della presente circolare e dove, quindi, si sono ripetutamente osservati episodi di infezione, nonché le aree limitrofe o subito a ridosso delle stesse; in queste aree.

                                                                                  

Prevenzione ed Obiettivi specifici della sorveglianza integrata di WNV

  1. Individuare il più precocemente possibile la circolazione virale sul territorio nazionale attraverso programmi di sorveglianza mirata, riguardanti gli uccelli appartenenti a specie bersaglio e gli insetti vettori per permettere una rapida valutazione del rischio finalizzata all’adozione di adeguate misure preventive in sanità pubblica.
  2. Attuare in maniera tempestiva, efficace e coordinata le misure preventive necessarie a ridurre il rischio di trasmissione dell’infezione alle persone, tramite un efficiente scambio delle informazioni tra tutti gli Enti interessati.
  3. Prevenire il rischio di trasmissione della malattia alle persone sia attraverso le donazioni di sangue, emocomponenti, organi o tessuti sia attraverso la puntura delle zanzare durante il periodo di maggiore attività vettoriale.
  4. Governare in maniera coordinata le eventuali emergenze epidemiche.